sacrabibbia
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L'ebraismo e il racconto di Adamo ed Eva

Last Update: 7/9/2008 8:36 PM
7/3/2008 10:23 AM
 
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Per l'esperta del nostro forum.

Quale spiegazione da l'ebraismo al racconto di Adamo ed Eva sono personaggi reali oppure simbolici????


Ciao
Veronika

7/3/2008 3:21 PM
 
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Non posso parlare a nome di tutti gli ebrei :-) ma ti rispondo con le parole di un grande maestro dell'ebraismo italiano:
"Le persone intelligenti si debbono convincere che intenzione della Torah non è l'insegnamento delle scienze naturali,essa non è stata promulgata se non per indirizzare gli uomini sulla via dell'umanità e della giustizia, per infondere loro la fede dell'unità di D-o e nella Divina Provvidenza, giacchè la Torah non era destinata solo ai dotti ma a tutto il popolo. [....] D-o voleva far notare la unità del mondo e l'unità della specie umana. Sono questi i due scopi che si propone il racconto della Creazione".
Shemuel David Luzzatto - Il Pentateuco, 1871, pag.2

Ricordo un commento ebraico sulla creazione della prima coppia umana, che diceva:Perché l'uomo è stato creato solo?Perché nessuno potesse dire agli altri: mio padre era più grande del tuo.

In ebraico il termine Adam oltre a indicare un nome proprio è presente anche con l'articolo determinativo per indicare che egli è creatura tratta dalla terra (adamà).
In ebraico Haadam = la terra =haadamà, ovvero l'intera umanità tratta dalla terra.
[Edited by Batyah 7/3/2008 3:22 PM]
7/4/2008 10:21 AM
 
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Grazie della tua risposta Batyah quello che mi interessava di più riguardava anche il cosiddetto peccato originale, per quanto ho capito che la maggior parte degli ebrei vede in adamo l'umanità e non un solo personaggio, allora io mi chiedo quel peccato come esattamente ha potuto entrare nel mondo?

Se Adamo fosse un personaggio reale tutto sarebbe facile ha mangiato il frutto del peccato cioè ha deciso lui che da solo voleva decidere ciò che è buono e ciò che è male.
Ma se si tratta dell'umanità quando è come "l'uomo" ha deciso cosi????


Bye
Veronika
7/4/2008 12:15 PM
 
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Re:
Luteranamanier, 04/07/2008 10.21:

Grazie della tua risposta Batyah quello che mi interessava di più riguardava anche il cosiddetto peccato originale, per quanto ho capito che la maggior parte degli ebrei vede in adamo l'umanità e non un solo personaggio, allora io mi chiedo quel peccato come esattamente ha potuto entrare nel mondo?

Se Adamo fosse un personaggio reale tutto sarebbe facile ha mangiato il frutto del peccato cioè ha deciso lui che da solo voleva decidere ciò che è buono e ciò che è male.
Ma se si tratta dell'umanità quando è come "l'uomo" ha deciso cosi????


Bye
Veronika




L'ebraismo non conosce il "peccato originale", almeno così come inteso dal cristianesimo. Non esiste nessuna colpa irriparabile da parte dell'uomo, trasmissibile ereditariamente.
Di una colpa simili cioè non ne parla nè la Torah, nei Profeti, nè gli Scritti, nè la letteratura rabbinica, nè la mistica ebraica.

Le vie che ebraismo e cristianesimo hanno percoroso nella valutazione delle conseguenze del Peccato Originale, sono differenti. Presso la tradizione ebraica non esiste alcuna concezione del peccato originale le cui conseguenze siano talmente infauste da richiede un evento straordinario e liberatorio di origine sovrannaturale. Tutti gli individui senza eccezione possiedono “l’immagine di Dio” e il peccato terrestre di Adamo ed Eva (l’Umanità) non ha cambiato niente a questo dato di fatto. Se ci fu rottura, ci fu con la natura, non con Dio.

Nell'universo ebraico trova posto solo l' ipotesi per cui una generazione può rendere vulnerabili, ma sempre libere, quelle successive.L’ebraismo piuttosto riconosce all’uomo la possibilità di plasmare il proprio futuro facendo ritorno a Dio attraverso la "teshuvà" (il termine ebraico indica: il pentimento, risposta, ritorno all'Eterno). Ad ogni uomo è riconosciuta un’altra possibilità di cominciare da capo la propria vita. Nulla è scritto, nulla è sigillato: la stessa volontà di Dio può cambiare. Questo è l’insegnamento biblico di Giona.


Fatta questa necessaria premessa, posso dirti che i Maestri di Israele si certamente occupati di questa prima colpa commessa dall’uomo, e sono state offerte una molteplicità di commenti a riguardo. Una risposta ebraica tra le tante è questa: senza l'acquisizione della capacita' di distinguere il bene dal male Dio
non avrebbe mandato Adamo per il mondo. Senza la dipartita di Adamo non ci sarebbe la vita come la conosciamo oggi. La domanda al tempo dell'Eden non era: "Adamo mangera' il frutto?", era: "Quando Adamo si decidera' a dare il via all'esistenza dell'uomo?"

Un abbraccio
Batyah



7/4/2008 3:06 PM
 
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Pace.

La domanda al tempo dell'Eden non era: "Adamo mangera' il frutto?", era: "Quando Adamo si decidera' a dare il via all'esistenza dell'uomo?"



Molto interessante!
come molto interessante è

Una risposta ebraica tra le tante è questa: senza l'acquisizione della capacita' di distinguere il bene dal male Dio
non avrebbe mandato Adamo per il mondo



La lettura, in chiave cristiana, di questa ultima frase, ben si sposa con il fatto che essendo la vita su questa terra, uno "specchio" di quella "celeste", seppure di un livello ben superiore alla nostra, la necessità della "scelta" a chi appartenere, è un prerequisito richiesto tanto degli abitanti del cielo, quanto a quelli della terra.
Insomma pure in cielo "c'è stata" (esiste il concetto di tempo ???) la necessità di decidere da che parte stare, esattamente come qui su questa terra, sin dai tempi di Adamo ed Ewa, ad oggi, per ogni uomo.
(letteratura enochica più che cristiana, a dir il vero, ripresa a spizzichi e bocconi in talune parti del N.P.)

Claudio


7/4/2008 7:31 PM
 
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Re: Re:
Batyah, 04/07/2008 12.15:




L'ebraismo non conosce il "peccato originale", almeno così come inteso dal cristianesimo. Non esiste nessuna colpa irriparabile da parte dell'uomo, trasmissibile ereditariamente.
Di una colpa simili cioè non ne parla nè la Torah, nei Profeti, nè gli Scritti, nè la letteratura rabbinica, nè la mistica ebraica.




Ma le parole in Genesi 3.15 come le interpretate?

Batyah, 04/07/2008 12.15:





Le vie che ebraismo e cristianesimo hanno percoroso nella valutazione delle conseguenze del Peccato Originale, sono differenti. Presso la tradizione ebraica non esiste alcuna concezione del peccato originale le cui conseguenze siano talmente infauste da richiede un evento straordinario e liberatorio di origine sovrannaturale. Tutti gli individui senza eccezione possiedono “l’immagine di Dio” e il peccato terrestre di Adamo ed Eva (l’Umanità) non ha cambiato niente a questo dato di fatto. Se ci fu rottura, ci fu con la natura, non con Dio.




Con la natura , in che senso???


Batyah, 04/07/2008 12.15:








. La domanda al tempo dell'Eden non era: "Adamo mangera' il frutto?", era: "Quando Adamo si decidera' a dare il via all'esistenza dell'uomo?"

Un abbraccio
Batyah







Allora la mangiata del frutto in fondo per l'ebraismo non presenta in fondo una cosa negativa?


Ciao ciao
Veronika


7/5/2008 2:18 PM
 
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Luteranamanier, 04/07/2008 19.31:



Ma le parole in Genesi 3.15 come le interpretate?




Una permanente inamicizia tra l' umanità (la progenie di "Chava" = Madre di tutti i viventi) e la stirpe dei serpenti (serpente = nachash). Il nachash tenta Chava, esso è lo yètzer harà, l'inclinazione malvagia, che esagera il divieto divino estendendolo a tutti gli alberi, intendo asserire che Dio esige dall'uomo l'abbandono e il disprezzo di tutti i piaceri, rimanendo succube di soli obblighi e divieti. Con ciò, lo yètzer harà intende far leva sul senso di autonomia e di ribellione di Chava e dell'umanità, sua progenie.




Con la natura , in che senso???



Dio non "maledice" nè Adamo ne Eva, ma il suolo.
L'umanità da quel momento dovrà riconquistarsi giorno per giorno il ritorno al Gan Eden mediante una continua scelta tra il bene e il male. La fatica del lavoro a cui viene condannato Adamo è un castigo (non una maledizione) che se compiuto con dedizione, amore(l'amore per la terra di cui egli è custode) e il sudore della fronte, diviene un atto di collaborazione tra Dio e l'uomo, e si tramuta in premio.
Presso l'ebraismo Dio chiama costantemente l'uomo a completare la Creazione volutamente incompiuta attraverso l'osservanza dei precetti di giustizia e carità, e nel guarire i malati e nel sviluppare il proprio potenziale, nello sviluppare le risorse naturali. L'uomo è tenuto a vigilare sul mondo, a curarlo e preservarlo, in qualità di socio di Dio nella creazione.






Allora la mangiata del frutto in fondo per l'ebraismo non presenta in fondo una cosa negativa?



Un male necessario. Kushner, rabbino e teologo americano, annotava come ciò che la prima coppia umana fece nel giardino dell’Eden fu solo quello che ci si aspettava che accadesse; ciò che è accaduto da allora in ogni generazione: i figli disobbediscono ai propri genitori e così facendo segnano la separazione da essi. Adamo ed Eva furono indotti a quel originario atto di disobbedienza che implicò la loro separazione da Dio e l’espulsione dal giardino (la casa dei genitori, e la loro infanzia). Il prezzo dell’autonomia, il divenir adulti è il trauma della separazione dai genitori.

Un abbraccio!





[Edited by Batyah 7/5/2008 3:05 PM]
7/9/2008 6:39 PM
 
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Questa interpretazione del racconto di Adamo ed Eva è stata sempre cosi nell'Ebraismo o nel tempo ha subito delle modifiche?


Bye
Veronika
7/9/2008 8:36 PM
 
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Re:
Luteranamanier, 09/07/2008 18.39:

Questa interpretazione del racconto di Adamo ed Eva è stata sempre cosi nell'Ebraismo o nel tempo ha subito delle modifiche?


Bye
Veronika




In un'epoca più tarda della storia di Israele, il medio giudiasmo, il periodo storico dell II Tempio, si diffuse presso circoli apocalittici ed essenici, la credenza di una origine cosmica del male. Si tratta di una visione del mondo profondamente pessimistica: il male predomina sul bene e l'uomo non ha in sè alcuna possibilità di salvezza. Il male è accolto presso queste sette come volontà maligna:il diavolo. Egli diviene il capo di una specie di regno, parallelo e opposto a quello di Dio, e i suoi sudditti sono gli spiriti malvagi che come bande circondano l'uomo inducendoli al peccato. Se il male ha questa origine, la salvezza dell'uomo, per queste tali gruppi religiosi, richiede un intervento liberatorio da Dio, poichè l'uomo ne è vittima e incapace di opporsi. Si attende un inviato celeste, a questo scopo.
Il potere del diavolo presso la letteratura religiosa di questi movimenti aumenta a dismisura e andando indietro nel tempo, a partire dalla creazione dell'uomo il diavolo viene identificato nel serpente dell'Eden.
I cristiani si collocano in continuità con questa linea.
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